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"Passo un vico..."

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  "Passo un vico, passo due vichi, la casa del sindaco non la trovo..:" Io e A., la persona con cui sono cresciuto e che ha miracolato la mia infanzia e la mia adolescenza con la sua amicizia, amavamo spaventarci a vicenda. Un albo di Dylan Dog, un racconto di Stephen King, le scene splatter sbirciate in un film di Notte Horror o un "cunto" dei vecchi, tutto faceva brodo. Ricordo che aveva rubato a suo nonno questa storiella che non aveva in sé nulla di particolarmente inquietante ma, come certi sogni che a raccontarli non dicono niente ma ti hanno fatto svegliare con le gambe che ti fanno giacomo giacomo e la fronte madida di sudore, nelle brume della fanciullezza, faceva montare un sommo spavento. C'era una figura misteriosa che andava alla ricerca di una casa e ripeteva quella frase. Qualcuno la conosce? Vai al sito

Perché i vecchi mettevano la frutta nel presepe?

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Quando i vecchi facevano il presepe ci mettevano i pupi ma anche dei bei frutti profumati, soprattutto agrumi. La sproporzione tra i frutti veri e giganteschi e i personaggi in miniatura non era un problema per i vecchi. Perché lo facevano? Una promessa di abbondanza, un piccolo sacrificio, un dono per i bambini.  Il venti dicembre in età romana ci si scambiava statuette che raffiguravano gli antenati, il venticinque si festeggiava la rinascita del sole e tutto ciò fa storcere il naso soltanto agli stupidi e a quelli così intelligenti da finire per essere stupidi, perché il divino tocca l'uomo in tanti modi. Vedi l'immagine in alta risoluzione.

Sapete cos'è una fusaiola? I vecchi sì.

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  La Collina delle Ninfe e dei Fanciulli, nei pressi di Giuggianello, non lontano da Otranto, nasconde il Furticiddhru de la Vecchia. Secondo la tradizione, la Vecchia era una striara, una stregona, moglie de lu Nanni Orcu e dunque colossale. Il Furticiddrhru è un enorme masso dalla forma bizzarra che si credeva fosse la fusaiola della Vecchia, ovvero un piccolo perno di pietra sul quale si poggiava il fuso per farlo ruotare. La Vecchia, naturalmente non filava solo tuniche e coperta, ma il destino degli uomini. Questo disegno è comparso sul n°9 di FLOP, rivista illustrata ripiena di illustrazioni. Vedilo in alta risoluzione sul sito 

Lecce metafisica

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Chi è passato ieri sera davanti a Porta San Biagio si è ritrovato davanti a una vecchia utilitaria con una vistosa ammaccatura sul fronte della carrozzeria, il paraurti rivoltato come uno strano fiore gigante, il pianale grondante acido di batteria.  La porta, il santo, la cassarmonica, palazzo Bray che occhieggia dietro il giardino dell'Astoria e poi lei, più che la testimonianza di un incidente, un enigma che turisti ed autoctoni si sono sforzati di sciogliere,  Stamattina l'arcano era svelato ma a noi piace così, come una Piazza d'Italia di un De Chirico mediterraneo con un tocco di Ballard. Vai al sito

Ferragosto is for boys, Festa dell'Assunta is for bandisti

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Per chi ha una certa confidenza con le navate delle chiese e non solo con le loro gradinate, oggi è una delle celebrazioni mariane più importanti. Un'altra categoria di persone che oggi non andrà in spiaggia con la "tiana" o sacrificherà mucche al dio del bollino rosso sull'A-14 è quella dei bandisti, perché il Salento e tutta l'Italia paesana sono pieni di processioni e cassarmoniche (vi ricordiamo quella di Trepuzzi). Il nostro flicornista, già alla terza bustina di Polase, vi augura buona festa dell'Assunta. Vai al sito

Il più fico della banda.

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Il sax, per chi è cresciuto come me negli anni '80 è una cosa che vedevi nel videoclip di "Rio" dei Duran Duran o di "True" degli Spandau Ballet. Credo che il sassofono abbia tirato parecchi ragazzi dei miei tempi nelle bande, dove il sax è fondamentale, perché dà sostegno armonico e bilanciamento all'insieme e - diciamolo - anche un bel po' di figaggine.   Vai al sito

Una marcia funebre senza fine.

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La figurina della banda del paese che pubblico oggi è il basso tuba, l'ottone che batte il tempo delle marce funebri assieme alla grancassa, dando il ritmo al corteo che accompagna il feretro al cimitero. Se dovessimo fare un corteo per ognuno dei quindicimila bambini morti a Gaza, anche solo un centinaio di persone per ogni carro funebre, verrebbe fuori un corteo lungo come tutta la nostra penisola.        Vai al sito